Sei un pessimista o sei un ottimista? Che impatto hai nella vita aziendale?
Fammi sentire come parli e ti dirò come sei!
🔺 Può cambiare una persona che ha un’abitudine consolidata di pensiero pessimista e diventare una persona ottimista?
🔺 Che ruolo hanno il pessimismo e l’ottimismo nel buon funzionamento della società o di un’azienda?
🔺 Quali sono gli aspetti positivi del pessimismo?
🔺 Possiamo imparare le abilità dell’ottimismo in modo da imporle al cervello ed utilizzare il pessimismo quando occorre?
RITENGO SIA TUTTO POSSIBILE!
Il nostro stile esplicativo ci rivela se siamo più inclini all’essere ottimisti oppure all’essere pessimisti.
Già nel corso dell’infanzia e durante l’adolescenza i nostri genitori influenzano il nostro stile esplicativo che man mano si sviluppa con un vasto effetto sulla nostra vita e nelle relazioni con le altre persone.
Infatti, lo stile esplicativo influenza il modo in cui ci vedono gli altri e li predispone ad agire verso di noi oppure contro di noi.
Esso è una lente attraverso la quale si leggono le avversità ed i successi e nel tempo diventa una solida abitudine di pensiero.
Ma possiamo cambiare il nostro stile esplicativo e rendere la nostra vita migliore e come vogliamo?
CERTO CHE SI!
Come in un’azienda di successo, ciascuno di noi ha in sé una sorta di “esecutivo” che bilancia le intenzioni audaci da quelle distruttive.
🔴 L’atteggiamento pessimista ha in sé degli aspetti positivi che possono essere riportati al senso di realtà, l’oggettività nel valutare le situazioni, soprattutto in un mondo che ci riserva spesso avversità imprevedibili. Ma l’eccessivo pessimismo porta verso la depressione.
🔵 L’atteggiamento ottimista è necessario per distorcere benignamente la realtà e dare forma ai sogni con la possibilità di emergere. Senza questo atteggiamento non realizzeremmo mai niente di difficile, non affronteremmo le situazioni che incutono timore e non tenteremmo mai nulla di rischioso.
Il genio dell’evoluzione sta nella tensione dinamica tra l’ottimismo ed il pessimismo e nel modo in cui continuamente e reciprocamente si correggono.
Comprendendo l’unica virtù del pessimismo, possiamo resistere ai richiami pessimistici del nostro cervello ed imparare a scegliere il più delle volte l’ottimismo. Ma anche ad ascoltare il pessimismo quando è giustificato.
Quando l’ottimismo ci spinge a cambiare ed il pessimismo ordina di ritirarci, una parte di noi dà retta ad entrambi.
Comprendendo l’unica virtù del pessimismo insieme alle sue conseguenze pervasive e paralizzanti, possiamo imparare a resistere ai richiami pessimistici più radicati nel nostro cervello.
CHE IMPATTI HANNO QUESTE PERSONALITA’ IN UN’AZIENDA?
Ci sono ruoli in azienda (ricerca e sviluppo, progettatori, addetti al marketing, addetti alle vendite ecc.) che hanno bisogno di individui con forte potere immaginativo. Devono sognare cose che ancora non esistono, andare oltre le reali possibilità dell’azienda, per mantenere alta la competizione. Ma se in azienda ci fossero solo ottimisti, il disastro sarebbe inevitabile.
Un’azienda ha bisogno anche dei pessimisti cioè di quelle persone che sanno valutare con accuratezza la realtà e che sanno imporla agli ottimisti.
Pertanto, un’azienda di successo avrà i suoi ottimisti, sognatori, venditori e creatori così come i suoi pessimisti: persone realiste il cui ruolo è quello di indurre alla cautela.
Risulta chiaro che a capo di azienda devono esserci persone sufficientemente sagge e flessibili da riuscire a bilanciare la visione ottimistica degli ideatori con le geremiadi dei realisti.
🔴 Il modo di apprendere le abilità dell’ottimismo e le indicazioni di base per un ottimismo flessibile, saranno gli argomenti dei prossimi articoli.
Nihil sub sole novum!